cyanotype

Cyanotype

“Le fotografie di Domenico Cicchetti danno l’impresione di essere antiche. Questo è dovuto prima di tutto alla composizione con cui vengono realizzate e, in secondo luogo, ad una delle prime tecniche di stampa, la cianotipia.
Domenico Cicchetti ci riporta agli albori della fotografia. Parliamo di centottanta anni fa. Le fotografie scattate nei luoghi patrimoni dell’UNESCO, ci fanno sentire come i viaggiatori del Grand Tour.
Di fronte alle Dolomiti ci sembra di essere Déodat Guy Silvain Tancrède Gratet de Dolomieu, il geologo francese che verso la fine del Settecento, durante un grand Tour sulle Alpi, scoprì una nuova roccia che da lui prese il nome: la dolomite.
A Bergamo, nella città alta, vediamo passare Bartolomeo Colleoni, e siamo nel XV secolo, mentre ad Assisi, invece, l’artista ci riporta al XVIII secolo e ci sembra  di intravedere San Franceso salire sulla scalinata. Nella Milano che sorge, le cianotipie di Cicchetti sembrano minuziosi disegni in graffito, dove le case di Zaha Hadid somigliano a barche e piazza Gae Aulenti è una postazione sulla luna”.

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“Domenico Cicchetti’s photographs give the impression of being antique. This is firstly due to their composition and, secondly, to the use of one of the oldest printing processes, cyanotype.

Domenico Cicchetti takes us back to the origins of photography. We are talking about 180 years ago. The photographs taken in UNESCO world heritage sites make us feel like Grand Tour travellers.

In front of the Dolomites we feel like Déodat Guy Silvain Tancrède Gratet de Dolomieu, the french geologist who towards the end of the eighteenth century, during a tour of the Alps, discovered a new rock that would later take his name: the dolomite.

In the upper town of Bergamo we can see Bartolomeo Colleoni passing by, and we are in the fifteenth century, while in Assisi the artist takes us to the eighteenth century again, and we seem to catch a glimpse of Saint Francis walking up the stairs. In the rising Milan, Cicchetti’s cyanotypes are similar to meticulous graffiti drawings, where Zaha Hadid’s buildings look like boats and Piazza Gae Aulenti is a lunar base”.

 

Jean Blanchaert